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96 messaggi.
osvaldo diego marini pubblicato il 4 Ottobre 2015 alle 19:10
[EMAIL]osvaldodiego.marini@fastwebnet.it[/EMAIL]Dopo il grande NADIR adesso tocca a COLOFONIE passero bellissimi giorni grazieSTEFANO
granma2 pubblicato il 4 Settembre 2015 alle 5:02
che devo decidermi a leggerlo, questo Nadir. Almeno stando ai qualificati commenti che vedo.Ciao Maestro!
Brando pubblicato il 12 Giugno 2015 alle 15:30
Bravo Stefano!La lettura di Nadir mi ha dato le stesse emozioni che provavo da ragazzo (ormai tanto tempo fa) quando leggevo "I ragazzi della via Pal" o i libri di Salgari.Ti ringrazio per avermi fatto provare di nuovo quelle piacevoli sensazioni/emozioni.Alla prossima
Antonio pubblicato il 25 Maggio 2015 alle 10:52
Una storia davvero fantastica e che meritava di essere conosciuta e raccontata. C'è garbo nel descrivere le vicissitudini di Mario, il protagonista, e pudore quando sono invece i sentimenti ad essere i veri protagonisti. E ci si commuove, soprattutto, quando, chi ha conosciuto Mario, lo vuole descrivere con le parole che detta il cuore, come fa ad esempio il parroco. Gli affreschi sullo Yemen sono carichi di colore e molto nostalgici. I particolari motoristici, parlo da ingegnere , sono molto ben documentati e sono stati per me un piacevole tuffo nella mia giovinezza. Quando mio padre, grande educatore, non mi diede una moto nuova, ma la sua vecchia "Capriolo" che smontai e rimontai completamente in una estate (lì imparai a conoscere e ad apprezzare i mitici carburatori Dell' Orto). La lettura di questo bel romanzo storico è stato per me come sfogliare l' album di famiglia dove accarezzare, pagina dopo pagina, i volti delle persone a me più care e che mi hanno accompagnato per tratti più o meno brevi della mia esistenza.Grazie Sivieri perché, con una prosa fluida ed elegante, hai saputo riportare alla luce i nostri bei ricordi e i sentimenti che vi hanno fatto da cornice.
Maria Luisa Corapi pubblicato il 27 Aprile 2015 alle 9:23
Nadir mi ha tenuto compagnia in un momento difficile, quando niente riusciva a trattenere a lungo la mia attenzione rivolta ai problemi immediati che la circondavano, ed è riuscito a condurmi lontano, in una Siria che mi ha coinvolta ed assorbita, attraverso la prosa efficace di Stefano.Sono stata catturata dalla narrazione avvincente di una storia ben costruita, in cui i personaggi emergono a tutto tondo, carichi di umanità, permettendoti di vivere sul doppio binario immaginativo personale e storico.Grazie Stefano, per aver offerto con queste pagine, di cui consiglio a tutti la lettura, un appiglio forte e confortevole alla mia immagi***one, in quel momento fragile e distratta.
boh pubblicato il 21 Aprile 2015 alle 10:07
Un libro bello letto in un momento delicato per la Siria, un momento in cui è difficile dare giudizi che non sembrino di parte rispetto alle fazioni che governano, poiché io mi sento molto più di parte verso gli individui che devono “subire” il governo di altri il cui unico interesse sono gli equilibri politici e le aree di influenza.Il periodo è diverso ma la realtà no. Voglio credere fermamente che anche oggi ci siano personaggi puri e naturali come Nadir oppure altri come Danilo Bergamin che girano il mondo rimanendo nel loro mondo a cavallo fra la mitologia e la realtà. Credere in questo mi permette di credere ancora negli uomini e nelle loro potenzialità e di questo ringrazio di cuore Stefano.
EMIDIA LANTRUA pubblicato il 24 Febbraio 2015 alle 18:32
Il gusto della lettura è forte quando lo scritto si presenta in buon italiano, la trama è coerente, coesa e contestualizzata, i personaggi sono delineati da ogni punto di vista (in modo particolare quello psicologico) e gli ambienti sono ben tratteggiati. A me la voglia di leggere è aumentata con i romanzi storici di Stefano Sivieri perchè avvincenti, originali, scorrevoli, accattivanti e letterariamente ineccepibili. Complimenti
Mario pubblicato il 19 Agosto 2014 alle 11:29
Ho letto Nadir perché conosco Stefano, solo da circa un anno, e ne ho stima di persona colta (e ammodo, il che non guasta). È stata una vera sorpresa. Mi ha preso sin dalle prime pagine e sono riuscito a divorarlo in pochissimo tempo. Amo i romanzi storici, e questo certo mi ha agevolato. I personaggi sono interessanti e ben costruiti, l'intrigo prende e invita a continuare la lettura, la descrizione dei paesaggi e luoghi permette d immergersi ancora più nella storia. Bravo Stefano, le sorprese positivo sono talmente poche che fanno ancora più piacere quando le scopri. 🙂
donatella pubblicato il 22 Marzo 2014 alle 12:33
Ho letto "NADIR", storia avvincente con colpo di scena finale...non male.La narrazione dei sentimenti viaggia in parallelo con la descrizione dei paesaggi,le emozioni ti avvolgono e ti fanno sognare. Unica nota ,per una lettrice come me, i nomi dei personaggi troppo complicati. Dolce Nadir ... Grazie, al prossimo romanzo 🙂
Giorgio pubblicato il 22 Marzo 2014 alle 8:25
ho appena finito di leggere Nadir.E' stato un po’ di tempo in lista d’attesa sul mio comodino, normalmente ingombro di un certo quantitativo di libriArrivato il suo turno, è stato un vero piacere, sinceramentegrazieGiorgio
Marco pubblicato il 15 Febbraio 2014 alle 13:22
Ho letto "Nadir" tutto di un fiato, Stefano ha la capacità di portare il lettore in giro per il mondo, ovunque di trovino i personaggi descritti, soffri il caldo, sudi, oppure senti freddo e paura..Insomma, quando inizi a leggere ti trovi sbalzato nel mondo descritto.Grazie Stefano
Luca pubblicato il 17 Gennaio 2014 alle 9:00
Puglia, 1990. Mio padre era a Riyadh nei giorni dell'invasione del Kuwait e Saddam Hussein costituiva la minaccia più grave alla nostra tranquillità. Io invece giocavo in spiaggia e qualcuno mi aiutò a risolvere un cruciverba, spiegandomi come il nadir fosse l'opposto dello zenit, un punto irraggiungibile nello spazio dall'altra parte del globo. Per più di vent'anni ho sentito parlare poco di nadir, fino a quando un anti-eroe è venuto a ricordarmi quanto bella sia quella parola soprattutto se riportata in auge da un romanzo avvincente e app***onato, scritto da chi quel mattino di agosto non era con me. Grazie perché da adesso Nadir sarà per sempre un nome proprio, quello del nascosto e irraggiungibile coraggio.
Paolo pubblicato il 14 Ottobre 2013 alle 7:11
Adesso aspettiamo il prossimo libro!
Luigi Mattioli pubblicato il 24 Agosto 2013 alle 19:42
Capita a tutti, prima o poi, di imbattersi nell’amico scrittore che, facendo leva sui buoni sentimenti, riesce a consegnarti il suo ultimo capolavoro. L’esito, con qualche rara eccezione, è più o meno questo: una lettura veloce e incompleta, un complimento di maniera, un’ingloriosa fine in seconda fila sullo scaffale della libreria di casa. Io, che da lettore possiedo un’Innaturale propensione al suicidio letterario, questi guai me li vado a cercare. Leggo tutto, di tutti. Se gli autori sono amici o conoscenti, divento una scimmia curiosa. E cattiva.Non conosco molto bene Stefano Sivieri. L’ho incontrato quattro, cinque volte, in uno di quegli strani incroci che la vita spesso ci impone di attraversare. A tu per tu, mai. Il suo libro mi è finito tra le mani ugualmente, sempre a causa di quel mio ingenuo candore che farebbe la fortuna di ogni venditore di enciclopedie .L’ultimo sultano di Nishtun si presenta come un romanzo storico. Una categoria assai cool, nella quale purtroppo trovano ospitalità molti polpettoni al sugo, con i quali l’autore mostra a tutti che “ne sa”, e il lettore arranca alla ricerca di una trama. Il mio metro di giudizio si basa su un metodo lineare ed empirico: se ho voglia di andare avanti nella lettura, se voglio sapere come va a finire, bene, il romanzo che ho per le mani è un bel romanzo. E’ un senso critico da uomo delle caverne, forse, ma per me è l’unico che funziona. Inutile precisare – altrimenti non sarei qui a scriverne - che ho divorato il romanzo di Stefano Sivieri in pochi giorni. Il titolo originario del romanzo, apprendo dalle prime pagine, era “Mario”. Non mi sarebbe dispiaciuto, anche se forse troppo modesto, e inadatto ad una storia che attraversa più continenti e svariati decenni del secolo scorso.Mario è un uomo semplice come il nome che porta. Definirlo protagonista di questo romanzo, per quanto tecnicamente esatto, sarebbe un errore. Il vero protagonista è il destino, o meglio il mistero insondabile che fa intrecciare le vite degli uomini. Tutto scorre tra incontri decisivi e appuntamenti mancati, con lo sfondo di paesaggi che allargano il cuore. Una sola vita, quella di Mario, che ne vale tante. Tante quante le persone straordinarie che ha conosciuto, i luoghi straordinari che ha visitato, gli eventi ai quali ha ***stito.Il romanzo ci consegna una grandiosa avventura, e l’affresco di uno Yemen che davvero non ti aspetti.La voce narrante, che si fa sentire con delicatezza ma non riesce a nascondere un sentimento di nostalgia, non indulge mai al facile lirismo. Il tocco è quello - guarda caso - di un fotografo, capace di inquadrare il dettaglio con estrema precisione, per aprire poi il grandangolo su scenari di inusuale bellezza.Si legge d'un fiato, L'ultimo sultano di Nishtun, senza mai stancarsi delle descrizioni - davvero degne di nota - di un motore navale o di un villaggio yemenita. Nell'amore per il particolare, così come nel tranquillo respiro della narrazione, ho intuito lo spirito di uno scrittore che ha vissuto molte storie, e ne ha sognate altrettante.Per questo motivo posso prestargli le parole di Soren Kierkegaard, che a volte uso per darmi un certo tono quando scrivo in rete: “io divido il mio tempo così: metà dormo e l’altra metà sogno”. Se ben interpreto i sospiri che si nascondono tra le righe di questo bel romanzo, penso che siano parole adatte anche a Stefano Sivieri.
Cristiana pubblicato il 12 Agosto 2013 alle 18:15
Piacevolissima sorpresa. Ottima la trama e la ricostruzione storica. I personaggi sono affascinanti e la storia avvincente. Il finale mi ha sorpreso e commossa! Complimenti, aspetto on ansia il prossimo romanzo. :grin
Claudio Mori pubblicato il 4 Luglio 2013 alle 6:00
Complimenti a Stefano Sivieri per il suo ultimo libro, Nadir. Conoscevo i suoi precedenti scritti. Posso dunque dire che ritengo Nadir l'opera migliore che abbia scritto, matura nella trama e nella scrittura sempre concreta, asciutta: Le doti narrative di Stefano si sono liberate pienamente e sono certo che i prossimi lavori lo confermeranno.
Susi pubblicato il 20 Maggio 2013 alle 14:43
Stefano, il tuo libro è bellissimo, dolce, imprevedibile, accurato nei dettagli, extra fine nella trama...e i personaggi, unici e indimenticabili. Grazie, sei sempre il mio mito! Bacione
Adolfo pubblicato il 9 Maggio 2013 alle 14:29
Ho letto il tuo libro nella quiete di Limonetto e devo proprio confessarti che mi ha affascinato. Brillante, scorrevole, incisivo. La trama ben congegnata, dinamica, rapisce e stupisce ad ogni pagina, mai statica. I personaggi, ben definiti, fluiscono dinamicamente nell’azione e nella molteplicità dei loro aspetti umani e psicologici. Ancora, se mi permetti, si apprezza una grande Cultura. La tua opera mi ricorda tanto, pur nelle ovvie diversità, un libro pressoché sconosciuto che io considero un vero capolavoro: “ Lo zar non è morto”. Venne scritto nel 1929 da “Il gruppo dei dieci”, cioè dieci futuristi che, nella loro esuberanza, composero un lavoro collettivo. Nel caso improbabile che tu non lo conosca, devi leggerlo (Ed: Sironi). Scoprirai allora, a mio modesto parere, che ad ispirarti, consapevolmente o casualmente, sono stati Marinetti, Bontempelli e soci e non …Nitti.A proposito, per mera curiosità culturale, cosa c’entra Nitti, uomo certamente di grande statura culturale, etica e di notevole lungimiranza anche se, a mio avviso un po’ discutibile in alcuni tratti della sua pr*** politica, con Nadir, i drusi, la Georgia, ecc.?Ti ringrazio ancora per la bellezza che mi hai donato e la boccata d’ossigeno storico-culturale che mi hai fatto respirare, cosa rara in tempi di una globalizzazione che ottunde la mente dei più.Ti abbraccio. Adolfo
Lella pubblicato il 7 Maggio 2013 alle 11:59
I personaggi e i luoghi descritti così bene, non solo fisicamente ma forse più intimamente, mi hanno conquistata. Forte nei sentimenti e ricco di colpi di scena , Nadir risulta un romanzo avvincenteBravo!
Andrea Pomati pubblicato il 16 Marzo 2013 alle 20:56
Nadir è un ottimo romanzo da tutti i punti di vista. La lettura si fa app***onante pagina dopo pagina e dimostra una rara bravura dell'autore nella ricerca storica e nella stesura romanzesca. Nonostante il numero di pagine, diventa difficile interrompere la lettura. Stefano Sivieri sa sorprendere capovolgendo all'improvviso le situazioni e scompaginando così le intuizioni del lettore. Bravo. Un vero capolavoro. Andrea Pomati 8)