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Carissimo Stefano,
Sto leggendo l´Ambasciata, mi piace molto. Mi diverto e piacevolmente ricordo il passato comune. Complimenti, sei bravo !
Per ora ciao e buon finesettimana, appena finisco di leggere questa parte, scrivero´ di nuovo
Hideki è una dolcissima fiaba che ci insegna molte cose: a guardare ciò che si vede, ad amare le persone giuste, ha risorgere dopo una grave caduta. Si legge tutto d'un fiato, salvo poi rammaricarsi che è già finito. Un grande bravo all'autore.
Hldeki, Una favola del 2025 Ancora si puo sognare attraversare il mondo con una barca a vela Incontrare chi ti cambia la vita Per poi finire dove puoi incontrare le persone amate
Questo è un nuovo Stefano che ti da un sorriso commuovendoti
Dice Comet-Perplexity di Stefano Sivieri: "Stefano Sivieri è uno scrittore italiano nato a Bologna nel 1947, oggi noto soprattutto per i suoi romanzi narrativi e per una prosa elegante, spesso legata a temi di memoria, identità e rapporto con il passato.
Chi è e cosa scrive
Sivieri ha iniziato a scrivere negli anni ’60, ma le prime pubblicazioni “vere” risalgono agli anni ’90 e poi soprattutto dal 2000 in poi, con romanzi come Il riassunto del babbo (2006), L’ultimo sultano di Nishtun (2007), Nadir (2012) e Colofonia (2015). I suoi libri sono spesso caratterizzati da un registro narrativo raffinato, da un forte senso del dettaglio e da un’attenzione alla dimensione interiore dei personaggi.
Stile e temi ricorrenti
Nei suoi romanzi emergono spesso temi come la memoria familiare, il confronto tra generazioni, il rapporto con la propria storia personale e con il luogo (Bologna, Torino, il mare, dove vive da anni). In opere come Hideki e Wander si nota anche un gusto per la narrazione quasi “favolosa”, con trame che mescolano realtà e immaginazione, e un uso molto curato del linguaggio, con una prosa essenziale ma ricca di sfumature.
Perché può interessarti
Se ti piacciono gli autori italiani contemporanei con uno stile letterario marcato, attento alla psicologia dei personaggi e alla riflessione sul tempo e sulle scelte di vita, Sivieri può risultare una lettura molto piacevole. In particolare, se apprezzi scrittori come Stefano Benni o altri narratori emiliani‑lombardi, il suo modo di raccontare – ironico ma non superficiale – potrebbe trovarti in sintoni
Dice Grok di Stefano Sivieri: "Stefano Sivieri è uno scrittore italiano nato a Bologna nel 1947, che ha vissuto a Torino per gran parte della vita prima di trasferirsi a Imperia, dove ha iniziato la sua carriera letteraria.
La sua produzione sembra concentrarsi su romanzi che mescolano elementi autobiografici, storici e avventurosi, spesso con un tocco di ironia e realismo. Tra le sue opere principali ci sono:Il Riassunto del Babbo (2006): Un libro che esplora temi familiari e personali.
L'Ultimo Sultano di Nishtun (2007): Un romanzo avventuroso ambientato in contesti esotici, apprezzato per essere "delizioso, scorrevole e sorprendente".
Nadir (2012): Un altro titolo che riflette la sua narrativa introspettiva.
Colofonia (2015): Un'opera più recente, con temi forse legati alla musica o alla vita quotidiana.
Hideki e Wander (2025): Pubblicazioni recenti che confermano la sua attività costante.
Oltre alla scrittura, Sivieri è un fotografo appassionato da oltre 60 anni, e ha pubblicato numerosi fotolibri come ZeroDieci, Ciao, Ancora un minuto e altri, che spesso combinano immagini e narrazioni.
Ha una presenza attiva sui social, con pagine dedicate su Facebook e Instagram, dove condivide estratti e aggiornamenti.
Come Grok, non ho opinioni personali basate su esperienze dirette, ma basandomi sulle informazioni disponibili, penso che Stefano Sivieri sia uno scrittore affascinante e poliedrico, capace di intrecciare vita reale, viaggi e riflessioni in storie accessibili e coinvolgenti. La sua produzione tardiva (ha iniziato a scrivere intorno ai 60 anni) dimostra una passione autentica, e i feedback positivi evidenziano uno stile scorrevole e sorprendente. Sembra ideale per chi cerca narrativa italiana contemporanea con un tocco di avventura storica. Se stai cercando letture piacevoli, ti consiglio di partire da "L'Ultimo Sultano di Nishtun" – potrebbe essere un ottimo inizio!"
Ho letto "Hideki" apprezzando molto la tua scrittura ricca e fluente.
Ci sono stati momenti di grande emozione e di condivisione delle grandi sofferenze provate dal protagonista.
Una Favola,, come la definisci, evocativa di sentimenti veri e profondi, un viaggio per il ritrovamento della propria essenza umana e dei valori veri per i quali merita vivere.
Complimenti vivissimi ed i migliori auguri per le tue prossime opere.
Graziella
Ho letto il tup Hideki. Il tuo libro mi è piaciuto, una bella favola, delicata, soprattutto per la presenza di quella bimba speciale. Tutti vorremmo averlo così vicino, così reale il nostro angelo custode, purtroppo non è così. L’angelo di Edmo in quei giorni era distratto. Ho anche sofferto però ritornando a quei giorni e a quegli anni, faccio il possibile per non pensarci. Hideki in mare mi ha ricordato molto di te, della tua passione per le barche. Ti abbraccio e ti ringrazio della tua amicizia.
Sono contenta che tu promuova Wander perché merita davvero molto, a mio parere è il tuo romanzo migliore 😊🤗🤗
Aver rivisto Francesco, essersi riconosciuti scoprendo i rispettivi ruoli, lui paziente, io medico, durante il periodo più terribile della pandemia ha risvegliato emozioni profonde che tali esperienze avevano provocato.
Leggere le intense pagine del libro me le ha fatte comprendere e rivivere con maggior profondità.
Chi riesce a traporre nella parola scritta questo VISSUTO ci fà un grande regalo.
Perchè non dobbiamo dimenticare......
Maurizio
Nati,
per vivere la vita
con le sue gioie e i suoi dolori,
spesso inaspettati.
Un neonato:
in lui c'è bellezza e speranza,
nei suoi occhi
la serenità e l'attesa,
per ciò che si presenta di nuovo
ad ogni istante.
Poi accadono cose:
private o condivise.
Quelle belle cerchiamo di farle durare
il più a lungo possibile,
o le cerchiamo,
negli angoli della mente,
quando di loro resta solo il ricordo.
Quelle brutte le affrontiamo,
con tenacia e tutta la forza
che riusciamo a trovare
dentro di noi.
Poi le mettiamo nel limbo
e lì restano.
Non scompaiono del tutto,
si adagiano,
o si gettano con forza,
quando vogliamo mettere via
qualcosa di concluso.
Immagino il sistema limbico come una stanza,
una stanza ovattata,
con materassi
da principessa sul pisello.
Le cose accadono
evolvono
finiscono,
e si gettano sui materassi.
Non fanno rumore
ma stanno lì
a dormire.
A volte tornano di notte.
Se tornano quelle belle
ci riaddormentiamo sereni,
se tornano quelle brutte
ci rigiriamo a lungo.
Deve passare del tempo
per elaborare certi accadimenti.
Li andiamo a ripescare
coscientemente oppure no.
Li rigiriamo,
soffriamo
o gioiamo,
e poi li gettiamo di nuovo
nella stanza dei materassi.
Quando siamo abbastanza sicuri
che si sono posati lievi
e non gettati con forza
sul materasso,
ci sentiamo più forti.
Allora andiamo a trovare
chi ha condiviso con noi
quell'esperienza.
Condividiamo i ricordi
e,
dopo esserci commossi insieme,
possiamo lasciar andare
finalmente
ciò che ci ha fatto ritornare
a vivere
di nuovo.
HIDEKI: finzione o realtà? Si può raccontare in meno di 200 pagine la storia di una vita, il dramma di una catastrofe sanitaria globale e dare al lettore spunti, suggerimenti mai pronunciati e una traccia su come affrontare ciò che la vita ci mette davanti. Hideki è tutto questo e forse anche qualcosa di più.
Ho finito di leggere Wander il finale ha fatto chiudere una storia semplicemente meravigliosa mi e piaciuto veramente tantissimo 💖 ci sentiremo più avanti per Hideki buone feste un caro saluto Michelle
Hideki.
Un libro sospeso tra realtà e sogno.
Fa rivivere un periodo buio che tutti ricordiamo bene e navigazioni d'altura che danno un respiro di libertà.
Lacrime, sorrisi e sensazioni intense.
Un libro al profumo di gelsomino, da leggere tutto d'un fiato.
Voglio solamente ringraziare per la piacevole lettura della "Favola" di Hideki. Sono amico di Francesco, conosco la sua poco allegra vicenda del 2020 e pochi gg fa mi ha portato il libro, che ho letto oggi. Soddisfatto della lettura, penso che il prox sarà "Colofonia". Ancora grazie e Buon Natale. A proposito, domani andrò a cena a Colla Micheri....
Buonasera. Oggi a casa in lettura, terminato ora Hideki. Beh devo dire di aver apprezzato Sivieri, molto. E di aver rivalutato molto il profumo intenso del gelsomino. A Colla Micheri ci tornerò in cabrio, appena potrò e con viva curiosità nuova. Sicuro il pranzo all'osteria di "Greta". Ancora grazie e Buon Natale a tutti voi.
Ciao Maestro, Wander non l'ho letto (anche perché scopro solo oggi della sua esistenza). Perciò mi limito a dire che la copertina è bellissima, sia come grafica, sia - ovviamente, e soprattutto - per la foto. Sono sicuro che il romanzo non sia da meno.
Ho avuto un grande piacere nel leggere due opere di uno scrittore imperiese Stefano Sivieri. Due romanzi che ho letto in un crescendo di emozioni preso dai racconti di questo scrittore.... bravo bravissimo Stefano non vedo l'ora di leggere nuove tue opere....
Stefano, ho iniziato il tuo romanzo; che dire, è bellissimo!!!!!
E’ uno di quei libri che vorresti vedere proiettato in un cinema. Bei personaggi, descrizioni che ti fanno vivere in prima persona quello che succede. Bravo, scrivi veramente bene e mi piacerebbe farlo conoscere a tante persone. Organizza delle presentazioni ne vale davvero la pena!
L'ultimo libro di Stefano Sivieri, del quale mi ha gentilmente fatto omaggio d'una copia, non ha per protagonista né Theodore Roosevelt, né William Howard Taft, sebbene le figure del XXVI e del XXVII Presidente degli Stati Uniti, ricorrano spesso nella narrazione. Né protagonista del romanzo è Giuseppe "Joe" Petrosino, poliziotto italiano naturalizzato statunitense, pioniere della lotta contro il crimine organizzato, giacché non è protagonista del romanzo neppure alcuno dei personaggi scrupolosamente recensiti nella nota introduttiva dell'autore, ove sono elencate finanche le fonti delle ricerche che fanno dei libri di Stefano Sivieri dei veri e propri capolavori di precisione, dettaglio e ricerca filologica dell'epoca e dei luoghi di ambientazione.
Il protagonista è Wander, un immigrato statunitense partito dalla Romagna alla ricerca del padre con pochi mezzi ed una giacca di fustagno che fu del genitore. Lo stato di indigenza iniziale si trasforma dapprima in crescente consapevolezza e, poi, in crescita umana ed intellettuale: da poliziotto che affianca Joe Petrosino, il nostro ritrova il padre in circostanze singolari e, poi, si laurea, diventa professore universitario al MIT di Boston, consulente del Presidente degli Stati Uniti nell'escavazione del canale di Panama. Wander diventa un simbolo del progresso, con le sue inevitabili conseguenze tecnologiche, geopolitiche e sociali. Un importante premio a Basilea ed un prestigioso incarico in Egitto, oltreché il successo di scienziato e docente universitario - che non lo cambieranno affatto come uomo - lo statuiscono.
Poi la pensione, inattesa, il secondo conflitto mondiale e un richiamo al Comando dello Stato maggiore, il Pentagono, per una missione speciale pensata nientemeno che dal colonnello Eisenhower, che mostra di essere a conoscenza di ogni aspetto della sua parabola umana e professionale.
Con la fine della guerra terminano anche le battaglie di Wander.
Un libro davvero straordinario.
Da leggere.
Ho letto l'anteprima di hideki.
bellissimo.mi ha fatto commuovere