L’ultimo sultano di Nishtun

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Grafiche Amadeo

Editore

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2007

Data edizione

PANORAMICA & ANTEPRIMA

23 Capitoli

336 Pagine

SINTESI

Questa storia prende spunto da un fatto vero. Erano i primi giorni del giugno 1940. Un marinaio italiano, Mario, viene preso prigioniero dagli inglesi sulla costa del Somaliland. Da bravo sottufficiale qual è, non accetta però la situazione. E fugge. Lo fa con l’involontaria assistenza di un approssimativo bombardamento tedesco e la compiacenza di un ufficiale inglese molto comprensivo.

Pochi giorni dopo la fuga è di nuovo prigioniero. Questa volta dei pacifici yemeniti. Ha attraversato, con mezzi di fortuna, parecchie decine di miglia del golfo di Aden. Ma la sua nuova prigionia è molto particolare. E presto si trasformerà in una nuova esistenza, arricchita dalla bella amicizia con il Sultano locale e dall’impegno sociale.

Un inaspettato dono del mare, un grande dono, porta un’improvvisa ventata di ottimismo, e la piccola città di Nishtun è protagonista di un vero e proprio balzo in avanti. Un progresso “concentrato” che influisce molto positivamente sulla gente. 

La vita di Mario è però rattristata dall’aver perso i contatti con il fratello Antonio che trascorre la sua vita a Lione, dopo aver cercato, a sua volta, di rintracciare Mario con ogni mezzo. Le due esistenze si sfiorano diverse volte senza mai incontrarsi, fino all’inizio del 1986, l’anno della guerra civile nello Yemen. 

Questo romanzo è la storia di un individuo che tenta strenuamente di ricostruirsi una vita, non dimenticando mai però che la sua stessa vita sarebbe ben poca cosa se non fosse vissuta, soprattutto, per il suo prossimo.

Sono sentimenti semplici. Sono quelli che reggono il peso degli equilibri più delicati. Sono le manifestazioni più elementari della potenza della coscienza umana. Quelle manifestazioni che governano i destini. In fin dei conti il percorso delle coscienze verso la necessaria sublimazione dalla materia e l’altrettanto obbligatorio distacco dalla meschinità di una condizione perennemente e pericolosamente in bilico sul confine della natura bestiale, si basa su pochi princìpi elementari. Quelli che i personaggi del libro conoscono molto bene. 

Ma esistono poi queste storie? Esistono questi personaggi e questi sentimenti?

Chi lo sa.

L’importante è essere capaci di vedere (e quindi di suggerire) una geometria elementare di sentimenti. Oggi, questa geometria, non è più “leggibile” dal nostro astigmatismo esistenziale. 

Magari sarebbe tutto più bello se fosse così semplice.

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